giovedì 28 marzo 2013

Le possibili e diverse alternative

Ciao a tutte! Eccomi qui di nuovo!...
Parlando di gravidanze indesiderate mi sembra giusto anche tener in considerazione le varie alternative sulle quali, una donna incinta, ha il diritto di dover riflettere con estrema attenzione.

La prima possibilità potrebbe essere il ricorrere all'assunzione dei cosiddetti contraccettivi d'emergenza o comunemente conosciuti con il nome di "pillola del giorno dopo". Ovviamente quest'ultima non è in grado di interrompere una gravidanza indesiderata, ma sono invece efficaci ad evitare che la stessa abbia inizio. Chiaramente questo tipo di soluzione ha ragion d'essere solo se se ne fa uso entro poche ore dal rapporto sessuale considerato a rischio. I contraccettivi d'emergenza, perché siano efficaci nello sfatare una gravidanza, devono essere assunti tra le 72 ore ed i 5 giorni (a seconda del farmaco) successivi al rapporto considerato a rischio.

La seconda possibilità potrebbe essere quella di portare a termine la gravidanza e di tenere il futuro bambino o la futura bambina dandole la possibilità di venire alla luce e di offrirle tutto l'amore, il sostegno, le cure, le attenzioni di cui ha bisogno.

La terza possibilità, che ho tenuto volutamente per ultima, non perché io personalmente sia contraria, ma perché credo appunto che debba essere considerata come l'ultima delle soluzioni possibili è l'interruzione e quindi l'aborto (Legge 194 del 1978). Quest'ultimo è un evento traumatico per la donna dal punto di vista fisico ma anche per quanto riguarda a livello psicologico.
La legge italiana consente l'aborto entro i nei primi 90 giorni di gestazione (cioè dal primo giorno dell'ultima mestruazione) e tale consiste nell'interruzione dello sviluppo dell'embrione o del feto e nella sua rimozione dell'utero della gestante. Può essere provocato per via chirurgica o chimica con l'induzione farmacologica nonché della pillola RU486;(la pillola RU 486 è legale negli USA ed in tutti i paesi dell'UE, tranne Portogallo e Irlanda, in Italia è entrata in commercio dal Dicembre 2009 con l'obbligo di ricovero in ospedale per la durata di assunzione del farmaco).

Non sono un medico e quindi sono l'ultima persona che può parlare delle modalità con cui avviene l'aborto, però mi sento di dire a tutte coloro che si trovano in una situazione che non desiderano, di pensare, di riflettere bene su quale decisione prendere perché ognuna delle tre implica coraggio, forza di volontà e fiducia in se stesse. 
Qualsiasi scelta non sarà facile... non prendete la strada più semplice, pensate e ripensate, fatevi aiutare, parlatene con altre persone, amici, parenti, cercate appoggio, non chiudetevi in voi stessi... a tutto c'è sempre una soluzione!
                                         
                                    
(tratto da il dono onlus)

domenica 24 marzo 2013

Gravidanza indesiderata...

Non importa come sia accaduto, se perché il preservativo si è rotto o l'anticoncezionale non ha funzionato; neanche per ignoranza, non conoscendo adeguatamente il proprio corpo, non si è saputo come evitare i periodi fertili; sono moltissime le donne che per un rapporto a rischio occasionale o meno, si ritrovano con un test positivo in mano che gli conferma una gravidanza indesiderata.
La cosa più importante è mantenere la calma e non prendere decisioni affrettate dettate dalla paura
La legge (purtroppo, a mio avviso) tutela molto più l'interruzione di gravidanza che il proseguimento della gestazione e possibile rivolgersi ai consultori pubblici, che per alcune possono essere davvero di aiuto. Non bisogna perdersi d'animo: è vero che non era previsto questo bambino ma ricordate che nessuna situazione anche la più ingarbugliata o quella apparentemente più complessa è "l'unica sulla faccia della terrà" e niente è davvero irrisolvibile: pensate alla saggezza popolare "a tutto c'è rimedio salvo la morte.." questo la dice lunga su quanto l'aborto - che pure si presenta come rapida soluzione al problema della gravidanza - sia in realtà una fonte di altri problemi e nient'affatto risolutivo. 
Nel momento in cui viene accertato lo stato di gravidanza, la prima cosa è non chiudersi in se stesse e forse prima ancora di comunicarlo a persone emotivamente coinvolte nella situazione, affiancarsi di qualcuno che possa aiutarvi a capire quali sono i problemi reali e quali i problemi su cui stiamo fantasticando. Dove le istituzioni purtroppo falliscono esiste una rete di volontariato che sopperisce alle mancanze ed è ad oggi in grado di fornire alla donna il supporto di cui ha bisogno per affrontare una gravidanza inattesa o comunque in situazioni disagiate; chiedere aiuto non è segno di debolezza ma di coraggio: il coraggio di affrontare la propria vita, coscienti che non si può fare tutto sempre da soli; il coraggio di superare l'orgoglio e di affidarsi a qualcuno che abbia esperienza di situazioni ingarbugliate e tutto l'interesse a tirarcene fuori