La cosa più importante è mantenere la calma e non prendere decisioni affrettate dettate dalla paura.
La legge (purtroppo, a mio avviso) tutela molto più l'interruzione di gravidanza che il proseguimento della gestazione e possibile rivolgersi ai consultori pubblici, che per alcune possono essere davvero di aiuto. Non bisogna perdersi d'animo: è vero che non era previsto questo bambino ma ricordate che nessuna situazione anche la più ingarbugliata o quella apparentemente più complessa è "l'unica sulla faccia della terrà" e niente è davvero irrisolvibile: pensate alla saggezza popolare "a tutto c'è rimedio salvo la morte.." questo la dice lunga su quanto l'aborto - che pure si presenta come rapida soluzione al problema della gravidanza - sia in realtà una fonte di altri problemi e nient'affatto risolutivo.
Nel momento in cui viene accertato lo stato di gravidanza, la prima cosa è non chiudersi in se stesse e forse prima ancora di comunicarlo a persone emotivamente coinvolte nella situazione, affiancarsi di qualcuno che possa aiutarvi a capire quali sono i problemi reali e quali i problemi su cui stiamo fantasticando. Dove le istituzioni purtroppo falliscono esiste una rete di volontariato che sopperisce alle mancanze ed è ad oggi in grado di fornire alla donna il supporto di cui ha bisogno per affrontare una gravidanza inattesa o comunque in situazioni disagiate; chiedere aiuto non è segno di debolezza ma di coraggio: il coraggio di affrontare la propria vita, coscienti che non si può fare tutto sempre da soli; il coraggio di superare l'orgoglio e di affidarsi a qualcuno che abbia esperienza di situazioni ingarbugliate e tutto l'interesse a tirarcene fuori
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